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Il Nervo Vago… solo perché Vagabondo!



Il Nervo Vago, o pneumogastrico, è il più lungo dei nervi cranici. Trasporta un notevole contingente di fibre motrici profonde che innervano la maggior parte dei visceri, del torace e dell’addome. Da qui il suo equivoco nome, Vago, da Vagus, Vagabondo.


Il Nervo Vago ha:


·         Funzione respiratoria, regolando il ritmo respiratorio;


·         Funzione cardiocircolatoria, esercitata tramite i gangli nervosi intracardiaci che regolano l’automatismo delle contrazioni;


·         Funzione digestiva esplicata sulle tuniche muscolari del canale digerente (esofago, stomaco, intestino) prevalentemente in senso spastico e sugli sfinteri lisci dello stesso canale, soprattutto con azione di rilascio. Il Nervo Vago, inoltre, stimola il funzionamento delle ghiandole connesse con l’apparato digerente.


Costituisce l’asse portante del Sistema Parasimpatico, ossia del Sistema Nervoso Autonomo, “calmo e digestivo”. Non solo questo rilassa e ringiovanisce il corpo, è inoltre l’antidoto del Sistema Salvavita, ma degenerativo, “Lotta o Scappa”: del Sistema Simpatico. Il corpo umano è chimicamente ben equipaggiato con ormoni dello stress che gli permettono di sfuggire ad un orso o anche di lottare con un leone, ma storicamente questo tipo di stress lotta o scappa, è più un’eccezione che una regola.


L’infiammazione è una delle risposte del corpo allo stress. Le risposte infiammatorie del corpo svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella persistenza di molte malattie, sia fisiche che psicologiche e possono portare a ​​dolori cronici debilitanti. Ridurre le risposte di “attacco o fuga” del Sistema Nervoso Simpatico e ridurre i marcatori biologici per lo stress, può anche diminuire le infiammazioni del corpo.


Sono sempre più numerose le evidenze scientifiche sul ruolo del Nervo Vago e nel miglioramento del “tono vagale” per la riduzione dello stress e dell’infiammazione.


Già nel 1921 il farmacologo Otto Loewi scoprì che la stimolazione del Nervo Vago provocava una riduzione della frequenza cardiaca, innescando il rilascio dell’acetilcolina, un tranquillante che si può produrre nel corpo semplicemente respirando profondamente.


Come stimolare il nervo vago?


Il Tono Vagale è indicato da un leggero aumento della frequenza cardiaca quando si inspira e una diminuzione della frequenza cardiaca nell’espirazione. La respirazione diaframmatica profonda, con un’esalazione lunga e lenta, è la chiave per stimolare il Nervo Vago, rallentare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, soprattutto in momenti di ansia o elevate prestazioni.


L’azione del respiro consapevole attiva il Nervo Vago e può creare uno stato di calma interiore, mentre si rallenta il riflesso infiammatorio e si accresce la sensazione di benessere.


Recenti studi relativi alla respirazione, hanno documentato un incremento del tono vagale durante l’esecuzione di esercizi di respirazione nasale, piuttosto di esercizi di respirazione con la bocca. La respirazione nasale sembra attivare la maggior parte dei ricettori nei lobi inferiori dei polmoni ai quali con la respirazione bassa, o dalla bocca, sembra non esserci accesso. La profonda respirazione yoga può portare benefici per le stesse ragioni.



Il Sistema di Movimento proposto dalla GYROKINESIS®, già yoga per danzatori, si struttura abbinando ad ogni esercizio un particolare e specifico modello di respirazione.


La respirazione è sempre molto consapevole e stabilisce l’origine e l’ampiezza del movimento.


Respirazioni nasali, piuttosto che dalla bocca, si alternano in ritmi diversi, stimolando il Tono del Nervo Vago, come l’intero Organismo.