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I chakra: i nostri regolatori energetici invisibili


“I chakra sono per noi un accompagnamento così prezioso nel regno dell’oscuro dell’anima, poiché l’Oriente, ed in particolar modo l’India, ha sempre cercato di comprendere la psiche nella sua totalità” C.G. Jung Quando si comincia ad occuparsi dell’energia vitale, ci si imbatte inevitabilmente nei sette centri energetici chiamati chakra (dal sanscrito çakra = ruota), misteriosi vortici presenti nel campo energetico.


Pare che gli yogi chiaroveggenti dell’antica India siano stati i primi a scoprire ed a descrivere questi centri energetici disposti verticalmente lungo la colonna vertebrale e che, di solito, ruotano in senso orario. Le dimensioni e la rotazione dei chakra dovrebbero dipendere dallo sviluppo psicoenergetico: pare che le persone con un elevato livello vibratorio abbiano chakra più grandi ed in grado di ruotare più velocemente, così da assorbire una maggiore quantità di energia vitale.

I chakra sono situati esattamente laddove si trova la colonna vertebrale completa di cranio e rispettivi funicoli nervosi. Questa corrispondenza non è casuale, poiché dal punto di vista energetico i chakra possono essere in gran parte paragonati al cervello ed al midollo spinale. Inoltre, questi centri energetici sono in connessione con importanti ghiandole endocrine e plessi nervosi periferici, che probabilmente a livello energetico vengono rappresentati proprio sotto forma di chakra. Se cerchiamo un comune denominatore fra queste relazioni, salta agli occhi che nell’organismo materiale, nervi e ormoni sono necessari per una regolazione superiore, proprio come i chakra esercitano un’importante funzione regolatrice sul piano energetico invisibile. Queste connessioni rappresentano quindi sia una corrispondenza psicoenergetica diretta, paragonabile ad un proiettore luminoso sottile la cui fonte irradiante è per così dire costituita dagli organi materiali, sia una corrispondenza funzionale che agisce nel senso di una funzione regolatrice superiore. Nella storia dell’evoluzione, a livello molto più primitivo di quello dei nervi e degli ormoni, troviamo cellule staminali pluripotenti, che regolano l’organismo che si sta sviluppando nell’utero. Sappiamo che la medicina moderna ripone grandi speranze in queste cellule embrionali, poiché possono avere effetti globalmente ringiovanenti e rigeneranti. In quanto precursori delle cellule corporee altamente specializzate, le cellule staminali sono ancora in grado di mantenere il loro stato indifferenziato, e formano quindi una specie di “capitale di crescita” universale, al di sopra delle cellule corporee. Secondo le ricerche dello scienziato di Harvard Charles Shang, biochimico di origine cinese, le cellule staminali costituiscono un sistema arcaico di crescita, la cui azione regolatrice e la cui distribuzione nell’organismo corrispondono sia al sistema dell’agopuntura che ai chakra. Secondo

Shang questo non è un caso, bensì probabilmente l’espressione di un sistema di classificazione generale. La sua opinione è che per questo motivo i tumori a cellule germinali insorgano di solito proprio laddove sono tradizionalmente localizzati i chakra.

La dottrina dei chakra si integra perfettamente anche sotto altri aspetti nelle moderne conoscenze anatomico-fisiologiche: per esempio, importanti centri neurovegetativi come il plesso solare o ghiandole endocrine come il pancreas vengono attribuiti al terzo chakra. Come nelle cellule staminali, anche qui è riconoscibile una struttura di classificazione arcaica che include non solo gli organi materiali, ma anche elementi superiori quali emozioni e principi di funzionamento mentale. Come centro energetico dell’alimentazione e della digestione, il terzo chakra ha a prima vista la funzione di elaborare il nutrimento, ma da un’ottica psicoenergetica ed emozionale “digerisce” anche le entità spirituali, per esempio sotto forma di aggressività e frustrazioni represse. Dal punto di vista psicosomatico, un terzo chakra disturbato indica problemi psichici con accumulo di collera e rabbia repressa, ma anche disturbi di digestione. Molti modi di dire esprimono queste correlazioni psicosomatiche, che hanno a che fare a livello segmentale con determinati chakra:

  • la “collera nella pancia” corrisponde al terzo chakra nella parte superiore dell’addome;

  • “camminare con le proprie gambe”, nel senso di essere indipendente, è in relazione con la fiducia primordiale del primo chakra nel bacino (che a livello psicoenergetico include anche le gambe);

  • L’irritazione che “serra la gola” e produce un “nodo alla gola” appartiene al quinto chakra, nella regione della gola.

I chakra possiedono qualità psicosomatiche superiori, poiché uniscono in un tutt’uno il piano energetico, quello psichico e quello fisico. Come l’essere umano continua ad evolversi nel corso della sua vita, non solo in termini di età ma anche a livello psichico, analogamente i sette segmenti dei chakra rappresentano vari stadi gerarchico di maturazione che possono essere messi in relazione con la biografia di un individuo. Lo psichiatra svizzero C.G. Jung si è occupato in maniera approfondita dei chakra e li descrive come livelli di una coscienza dapprima informe e successivamente sempre più evoluta. Secondo la sua concezione, nei chakra si ravvisa un ordine qualitativamente superiore, i cui stadi evolutivi pervadono sia ogni essere umano sia l’umanità nel suo insieme. Jung paragona i chakra ad un rito di iniziazione attraverso il quale l’uomo, ogni volta che sale un gradino, giunge in zone della propria coscienza che fino a quel momento gli erano ignote.

Se mettiamo i chakra in relazione con l’età, vediamo che rappresentano le forze mentali ed energetiche attive in maniera diversa in ogni fase della vita: l’ambiente stimola di volta in volta a compiere determinati passi mediante i quali certi contenuti psichici interiori vengono fatti entrare in risonanza, dando origine ad una presa di coscienza ed una maturazione. Si può parlare di un viaggio di esplorazione che dura una vita intera e conduce l’uomo attraverso i suoi centri energetici e nel suo inconscio, permettendogli nello stesso tempo di collezionare esperienze nel mondo esterno. Troviamo quindi nei chakra una profonda simbolizzazione del concetto “come dentro così fuori”:


  • I bambini piccoli scoprono per prima cosa la loro energia vitale e cominciano a viverla in modo elementare. Nel frattempo di sviluppano i primi tre chakra. I bambini imparano a stare sulle proprie gambe e sviluppano la fiducia primordiale (I chakra), poi affermano in maniera combattiva la propria autonomia rispetto al proprio ambiente (l’età del no, II chakra) ed infine, diventati più grandi, incorporano il mondo a livello psichico ed emozionale (III chakra)

  • L’adolescente sviluppa relazioni amorose. Il romanticismo ed i sentimenti di amore dovrebbero essere in relazione con il chakra del cuore (IV chakra)

  • In qualità di individui adulti e maturi si vive nella società formata da altri essere umani, in cui la propria personalità e quella degli altri hanno un ruolo decisivo. Si comunica per mezzo della voce (V chakra). Le domande fondamentali dell’adulto, che hanno a che fare soprattutto con il VI chakra e contengono qualcosa di dialettico, faticoso e costantemente provocatorio, cono “che cosa influenzo io? E cosa influenza me?”.

  • Da vecchi ci si trova di fronte alla finitezza della propria vita individuale, ma anche alla possibilità di un mondo spirituale più grande che si estende oltre l’attuale. A livello energetico, l’uomo anziano vive nel VII chakra e le sue domande fondamentali sono: “in definitiva tutto ciò che cosa mi porta? A ch serve tutto questo? Posso fidarmi del cosmo?”.

L’evoluzione trasforma il lattante, che si muove a gattoni e deve ancora trovare la “messa a terra” e sviluppare la fiducia primordiale, in un adulto che si trova ad affrontare problemi più complessi ed ha a che fare con i chakra superiori. Man mano che cresce il bambino si sviluppa anche a livello energetico, e precisamente in un movimento ascendente che dal bacino procede verso la testa. Ai singoli centri energetici possono essere attribuite le seguenti tematiche:

  • Io sono io, io possiedo, io mi fondo. Come centro energetico, il I chakra è l’area della messa a terra emozionale, come pure delle gambe e di tutta la parte inferiore del corpo. a questo centro energetico appartengono non solo le parti con connotazioni positive dal punto di vista emotivo e le zone erogene degli organi genitali, ma anche elementi sporchi dei prodotti di rifiuto dell’organismo. Anche le gonadi maschili e femminili appartengono al I chakra

  • Io mi impongo, io sono diverso. Il II chakra è il centro energetico del rachide lombare allungato, del saper stare dritti, ovvero dell’affermazione del se e del senso dell’Io, ma anche il centro del confronto e della lotta con l’ambiente sotto forma della fase infantile del NO. Il II chakra viene attribuito alla ghiandole surrenali con la loro secrezione di cortisone ed adrenalina, ed ha quindi a che fare con gli ormoni dell’attacco e della fuga.

  • Una parte del mondo mi appartiene e combatto per ottenerla. Il III chakra è considerato il centro energetico dell’epigastrio. Il bambino sperimenta per la prima volta la collera e la propria forza. Rappresenta a prima forma di assimilazione e digestione, sia dal punto di vista materiale che da quello psichico. Il pancreas, il cui compito consiste nella scomposizione degli alimenti e nell’approvvigionamento di energia alle singole cellule mediante l’ingresso degli zuccheri ad opera dell’insulina, appartiene al III chakra. Il mondo esterno viene assimilato a livello fisico e psichico, ricavandone energia. Anche la bile come simbolo emotivo della rabbia appartiene al III chakra, con cui si lotta e si delimita il proprio territorio. Appartiene a questo chakra anche il fegato, il grande stabilimento chimico dell’organismo che rappresenta la forza personale.

  • Ti amo, mi voglio espandere. Nel IV chakra come centro energetico del cuore si sviluppano sentimenti romantici. Il chakra del cuore racchiude le più grandi forze ed energie psichiche del corpo umano. A livello emozionale simboleggia sia la massima interiorità che la massima nostalgia. Per quanto riguarda gli organi, appartiene al timo, la ghiandola che aiuta le cellule immunitarie a distinguere fra L’IO e l’estraneo.

  • Parliamoci, cerco di esprimere quello che intendo dire, cerco di capirti. Come centro energetico della gola, il V chakra corrisponde non soltanto al corrispettivo anatomico del meccanismo della parola, ma viene in genere considerato il centro superiore della comunicazione umana. In quanto organo regolatore ormonale del metabolismo interno, la tiroide svolge una funzione superiore analoga a quella del chakra della gola a livello esterno nel gruppo sociale.

  • Conciliare le mie esigenze con quelle degli altri. In qualità di centro energetico di regolarizzazione superiore, anche il VI chakra ha a che fare con lo scambio come il V, ma anche con un appianamento che segue una logica superiore. Questo chakra tiene conto dei singoli interessi all’interno di un tutto, come un direttore d’orchestra. Nel chakra della fronte, il “terzo occhio” degli indiani, si trova un centro sistemico che armonizza ordini complessi. È la stessa funzione svolta dall’ipotalamo, che dirige l’intero “concerto” ormonale dell’organismo.

  • Connettere il mio Io temporale al Tutto superiore. Come un centro energetico del cervello, il VII chakra costituisce, analogamente al primo, una specie di messa a terra nella sfera celeste, ovvero una connessione spirituale fra il singolo individuo ed il cosmo. Il IV chakra ha a che fare con l’ordine, la bellezza e la complessità. Come ghiandola endocrina l’epifisi ha uno stretto legame con la melatonina e quindi con il ritmo giorno-notte di natura cosmica che connette l’individuo all’energia vitalizzante del sole ed ai ritmi dell’universo.

I sette chakra lasciano intuire una profonda saggezza della creazione, che ha reso la forma esteriore dell’uomo l’immagine della sua evoluzione interiore. Il tutto culmina prima o poi in una rivelazione metafisica, quando il cervello (VII chakra) diventa il luogo dell’illuminazione. Dietro l’ordine dei chakra affiora l’immagine di una creazione in cui il dentro ed il fuori si fondono.


La mobilizzazione della colonna vertebrale è uno dei principi chiave proposti dal sistema di movimento della GYROKINESIS®. Nella sequenza di esercizio base della Spinal Motion viene proposta, appunto, una stimolazione che, in un armonico e fluido crescendo, interessa progressivamente tutti i Chakra, toccandoli dal primo all’ultimo. I movimenti nascono all’interno dell’organismo e si manifestano nella loro esteriorità e grandezza, facendo letteralmente “sbocciare” il corpo.

La GYROKINESIS®, attraverso una vera e propria danza che parte dall’intimo, celebra la bellezza dell’essere umano, donandogli la possibilità di ascoltare le sue vibrazioni amplificandole e congiungendole con la melodia dell’Universo.

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