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Alla scoperta dell'anatomia cervicale e di come preservarla attraverso la GYROKINESIS®



Le vertebre cervicali presentano delle caratteristiche specifiche che permettono la loro distinzione dalle quelle degli altri segmenti. Esse sono sensibilmente più piccole e presentano un foro di forma triangolare. La loro ridotta dimensione è spiegata dal fatto che sostengono un peso minore rispetto alle dorsali e lombari. Inoltre la prima, la seconda e settima vertebra hanno degli attributi peculiari che le differenziano dalle altre cervicali.


Come tutte le vertebre presentano:


·         Un corpo di forma quadrangolare con un diametro trasversale maggiore di quello anteroposteriore. La faccia intervertebrale superiore è concava trasversalmente e, lateralmente, presenta due processi uncinati. La faccia intervertebrale inferiore, al contrario, presenta una convessità trasversale e, ai lati, in prossimità dei processi uncinati, presenta una depressione che si rapporterà con i processi uncinati della vertebra cervicale sottostante.


·         Due peduncoli, lamine appiattite in senso trasversale che dal corpo si portano posteriormente e in fuori. Le loro incisure superiori sono più profonde di quelle inferiori;


·         Due processi trasversi formati da due lamine ossee che delimitano, insieme al peduncolo, un foro denominato foro trasverso, dentro il quale passano le arterie vertebrali. Lateralmente ai fori trasversi, sono presenti due tubercoli (anteriore e posteriore) i quali daranno inserzioni a diversi muscoli;


·         Due lamine anch’esse appiattite in senso trasversale, larghe e sottili;


·         Un processo spinoso corto e pressoché orizzontale. Risulta bifido dalla seconda alla sesta vertebra cervicale.


·         I processi articolari, posizionati dietro ai processi trasversi, sono quattro, due superiori e due inferiori. Le facce articolari dei superiori hanno una disposizione paratrasversale, con un angolo di inclinazione che varia in base al livello cervicale preso in considerazione. Passiamo dai 10 gradi di inclinazione dei processi articolari superiori della settima vertebra cervicale, ai 45 gradi della terza cervicale. L’atlante e l’epistrofeo fanno eccezione. Inoltre le faccette superiori sono rivolte in alto e indietro, mentre le inferiori in basso e in avanti.



  Atlante (C1)


L’Atlante è la prima vertebra cervicale, ovvero la vertebra che sostiene il cranio articolandosi con l’osso occipite. La caratteristica più evidente di questa vertebra, e che la differenzia da tutte le altre, è la mancanza del corpo. Infatti essa risulta composta da due archi (anteriore e posteriore) che lateralmente si uniscono tra loro andando a formare due masse laterali su cui sono situate le faccette articolari.


L’arco anteriore, ha una convessità anteriore e, nella sua faccia ventrale, presenta un tubercolo anteriore nel suo punto mediano. La faccia posteriore è concava e presenta nel mezzo una faccetta articolare per il dente dell’epistrofeo denominata fossetta del dente.


L’arco posteriore corrisponde alle lamine delle vertebre, ha una convessità posteriore e nel suo punto mediano presenta un tubercolo posteriore, che è un rudimentale processo spinoso. Sulla sua faccia superiore, in prossimità dei massicci articolari, sono presenti  due solchi, uno per lato, nei quali si poggia l’arteria vertebrale e il primo nervo spinale. Inoltre lateralmente alle masse articolari, originano i processi trasversi che sono perforati dal foro trasversario.


Il foro vertebrale presenta una forma quadrangolare ed è suddiviso dal legamento trasverso del dente che divide in foro in una porzione anteriore, che sarà occupata dal dente dell’epistrofeo, e una posteriore, più ampia, occupata dal midollo spinale.

  Epistrofeo (C2)


L’epistrofeo si presenta modificata soprattutto nella faccia superiore del corpo in cui si osserva il processo odontoideo (o dente) che si connette al corpo vertebrale con una larga base cui segue un collo ristretto e quindi un corpo voluminoso che termina con un apice smusso. La faccia anteriore del dente è ricoperta da cartilagine per l’articolazione con la porzione dorsale dell’arco anteriore dell’atlante. Nella faccia posteriore del dente è presenta la faccia articolare posteriore dove si inserirà il legamento trasverso, con la funzione di tenere il dente in continuo rapporto con l’arco anteriore dell’atlante. Lateralmente il dente presenta delle faccette articolari rivolte in alto e lateralmente.


Settima vertebra cervicale o prominente (C7)


La settima vertebra cervicale è detta anche prominente perché presenta un processo spinoso lungo e sporgente, non bifido e facilmente palpabile alla base del collo. Presenta delle caratteristiche intermedie tra le vertebre cervicali e le dorsali, dei processi trasversi con lamine sviluppate e un foro trasversario più piccolo che permette soltanto il passaggio della vena vertebrale.


Le vertebre cervicali tutelano il midollo e, giustapponendosi l'una sull'altra, delimitano una serie di fori e pertugi da cui fuoriescono le radici nervose che andranno a comporre il nervo spinale, con le sue fibre motrici e sensitive.


Più nel dettaglio, i nervi che traggono origine dal tratto cervicale del midollo spinale sono otto per lato: vengono per l'appunto, detti "spinali" o "periferici" e risultano costituiti da una radice anteriore ed una posteriore, che si fondono ad arco prima di sbucare dal canale vertebrale, in corrispondenza del cosiddetto "forame intervertebrale".


Anche le radici nervose vengono etichettate con la lettera C, seguita da un numero che si riferisce al punto di emergenza. Le radici, dopo aver raggiunto il ganglio spinale, si dividono successivamente in un ramo anteriore ed uno posteriore.


I rami anteriori formano, intrecciandosi in vario modo coi rami provenienti dai piani superiori ed inferiori, il plesso cervicale ed il plesso brachiale, che vantano prevalentemente un'attività motoria, animando i muscoli striati (volontari) e gli organi provvisti di muscolatura liscia (involontaria).


I rami posteriori, in genere più minuti, si portano all'indietro, verso i muscoli paravertebrali, la cute ed il tessuto sottocutaneo, svolgendo prevalentemente una funzione di tipo sensitivo, cioè connessa alla sensibilità.


I tronchi nervosi principali, che emergono dal plesso brachiale, sono quelli che si distribuiscono agli arti superiori: il nervo radiale, il mediano e l'ulnare, definiti dalla loro distribuzione e sede anatomica.


In assenza di un corretto cuscino cervicale, i nervi cervicali, se irritati, possono infiammarsi causando dolore, ma possono anche risultare "danneggiati" nelle loro funzioni, con ripercussioni sul tono muscolare, sulla forza fisica, sulla sensibilità e sui riflessi. Tutti questi sintomi e segni mostrano in genere una distribuzione specifica che dipende dal numero e dalle radici nervose interessate.


Le radici C5, C6 e C7 sono quelle più frequentemente interessate nella patologia cervicale: sono loro i "cavi elettrici" coinvolti nella genesi della classica cervicalgia (il dolore al collo), col corteo dei sintomi diffusi agli arti superiori.


L'interessamento della radice C4, invece, visto che la sua innervazione terminale raggiunge l'apice della spalla, non determina dolore o deficit al di sotto dell'articolazione.


Il coinvolgimento delle radici C1, C2 e C3, infine, non produce sintomi e segni irradiati agli arti superiori, ma causa dolore al collo e alla regione occipitale.



La muscolatura deputata al mantenimento in asse della colonna cervicale è rappresentata da quella paravertebrale, ancorata alla colonna, e dai muscoli che s'inseriscono sulla porzione più posteriore del cranio, garantendo la stabilità posteriore della scapola e della colonna cervicale.


I muscoli assicurano stabilità alla colonna ed orchestrano i fini movimenti di quel mirabile cilindro che è il collo.


Per garantire un'adeguata postura, con la colonna nelle condizioni di fisiologica lordosi, i muscoli estensori e flessori devono agire in sinergia, lavorando in equililbrio.


 Passiamo ad esaminare i muscoli del collo in base alla loro collocazione anatomica: anteriore, laterale e profonda. 


I muscoli anteriori sono i muscoli sopraioidei e i muscoli sottoioidei.


I muscoli sopraioidei si estendono tra la base del cranio, la mandibola e l’osso ioide. Questo gruppo di muscoli comprende:


·        il muscolo digastrico che, contraendosi, innalza l’osso ioide ma, quando si fissa a quest’ultimo, contribuisce all’abbassamento della mandibola e all’estensione della testa;


·        il muscolo stiloideo che, contraendosi sposta in alto e posteriormente l’osso ioide.


·        il muscolo miloioideo che, se si fissa sull’osso ioide abbassa la mandibola se invece prende punto fisso sulla mandibola innalza l’osso ioide cooperando nella deglutizione


·        il muscolo genioideo che innalza l’osso ioide; se prende punto fisso sullo ioide abbassa la mandibola.


I muscoli sottoioidei si estendono tra il cingolo scapolare e la parte superiore del torace e l’osso ioide. Questo gruppo di muscoli comprende il muscolo sternoioideo, il muscolo omoioideo, il muscolo sternotiroideo e il muscolo tiroioideo. L’azione di questi muscoli determina principalmente abbassamento dell’osso ioide, l’abbassamento della cartilagine tiroide e l’elevazione della laringe.


I muscoli laterali del collo sono il muscolo platisma e il muscolo sterno-cleido-mastoideo.


Il muscolo platisma è una sottile lamina muscolare che si estende dal margine inferiore della mandibola alla parte superiore del torace. Contraendosi abbassa la mandibola e tende la cute del collo.


Il muscolo sterno-cleido-mastoideo è situato ai lati del collo, al di sotto del muscolo platisma. Origina dalla faccia anteriore del manubrio dello sterno e dal quarto mediale della faccia superiore della clavicola, per terminare sul processo mastoideo dell’osso temporale e sulla parte laterale della linea nucale superiore dell’osso occipitale. Contraendosi questo muscolo flette e inclina lateralmente la testa, facendola ruotare dal lato opposto e se prende punto fisso sulla testa agisce come elevatore del torace. 


I muscoli profondi sono suddivisi in muscoli scaleni e muscoli prevertebrali.


I muscoli scaleni sono tre muscoli, distinti in anteriore, medio e posteriore. Permettono l’inclinazione della porzione cervicale della colonna vertebrale e l’elevazione delle coste.


I muscoli prevertebrali sono tre muscoli applicati alla regione anteriore della porzione cervicale della colonna vertebrale. Il più esteso di questi è il muscolo lungo del collo che flette la porzione cervicale della colonna vertebrale se la contrazione è bilaterale. Flette e inclina dallo stesso lato la porzione cervicale della colonna vertebrale se invece la contrazione è unilaterale.


Gli altri due muscoli prevertebrali sono il muscolo lungo ed il muscolo retto anteriore della testa: entrambi concorrono ai movimenti di flessione della testa.


In condizioni di asimmetria, stato che purtroppo si verifica spesso nella quotidianità, si può determinare un sovraccarico sui muscoli e sulle articolazioni: la risposta dell’organismo sarà una contrazione della massa muscolare che darà luogo a quella fastidiosa sensazione di dolore al collo.


Gli studi più moderni sulla cervicalgia hanno permesso di dimostrare che, nelle persone alle prese con questa problematica, spesso non si trovano alterazioni dimostrabili a carico delle strutture della colonna vertebrale: in realtà si rileva una situazione fisiologica alterata a carico della componente muscolare.


Spesso, infatti, i muscoli cronicamente contratti possono inibire le funzioni di altre componenti muscolari, che invece risulterebbero utili allo svolgimento di un'attività dinamica volontaria.



Al giorno d’oggi il dolore al collo ha conquistato il suo nome proprio venendo definito direttamente con il termine “cervicale”. Il metodo GYROKINESIS® propone esercizi sviluppati affinché il corpo ripristini la corretta postura e abbandoni le posizioni viziate. La completa mobilizzazione della colonna regala la possibilità di riscoprire l’utilizzo di quei muscoli inibiti da dolorose contratture. Obiettivo degli esercizi di GYROKINESIS® è restituire al sistema muscolare del tratto cervicale i suoi spazi e le sue complete funzionalità, alleviandoci dal problematico dolore al collo e preservando questa vitale porzione della colonna da traumi o infortuni.

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